Patrice Pfirter
Tra codice, storia e ricerca delle radici
La mia piccola BIO
Classe 1970, svizzero attinente di Pratteln, ticinese per scelta. Di professione sono un informatico: vivo di codice, logica e architetture digitali. La mia mente è abituata a risolvere problemi complessi e a cercare la coerenza nei sistemi.
Tuttavia, sotto la superficie dei bit e dei server, batte il cuore di un ricercatore appassionato. Non nasco come storico né come romanziere, ma come un uomo curioso che, a un certo punto della vita, ha sentito il bisogno di guardare indietro per capire meglio ciò che sta avanti.
La scoperta dell'antenato Michael Pfirter non è stata solo una ricerca genealogica, ma una sfida personale: vedere se gli strumenti della mia professione potevano aiutarmi a ricostruire una verità umana sepolta da cinquecento anni di polvere.
Di lui non restano atti ufficiali o vecchi documenti d'archivio; la sua figura è arrivata fino a me attraverso la tradizione orale famigliare. Michael vive nei racconti che ci sussurriamo, una memoria che ho deciso di sottrarre all'oblio trasformandola, finalmente, in inchiostro e carta.
Il Metodo Digitale
"Applico alla storia la stessa meticolosità che riservo allo sviluppo software. Cerco il 'bug' nelle narrazioni tramandate, verifico le fonti come se fossero righe di codice e utilizzo l'Intelligenza Artificiale come un potente debugger per garantire la coerenza del mondo che vado a ricostruire."
L'Anima Umana
"Oltre i dati tecnici, ciò che mi guida è il desiderio di lasciare una traccia. Scrivere Morgenstern è stato un atto d'amore verso la mia famiglia e verso quella storia svizzera, ruvida e affascinante, che scorre nelle vene di chi porta il mio cognome."
L'hockey è la mia costante, ma amo anche lo sci e la corsa. Fatico, ma corro perché mi libera la mente : è il mio modo per spegnere il rumore del mondo.
Dopo anni nel Sayaluca (Inline Hockey) in ogni ruolo possibile, dal 2024 sono nello Staff della Nazionale come responsabile del materiale. Mi appaga far funzionare le cose "dietro le quinte" e il rapporto di fiducia che si crea con i giocatori.
Leggo tantissimo: dai thriller di Glenn Cooper e Donato Carrisi ai romanzi storici di Ken Follett . Recentemente ho riscoperto un piacere enorme nell'approfondire la storia svizzera . Forse a scuola ero distratto o avevo altri pensieri, ma oggi guardo a quegli eventi con occhi nuovi, cercando di capire come abbiano plasmato il nostro presente.
Questa curiosità mi spinge anche verso la filosofia delle religioni . È un campo che approccio con estrema prudenza e che analizzo con lo sguardo critico di chi ha vissuto e osservato molto.
Amo la musica, ma preferisco viverla fuori dai riflettori. Per anni sono stato il roadie dei Blend71 , la band dove suonava mio fratello, lui è il musicista di talento in famiglia , io sono quello che si sporca le mani nel backstage affinché tutto funzioni.
Ascolto parecchia musica e di tutti i generi, con una chiara predilezione per il buon hard-rock o la musica metal. Ma dall'energia di Bruce Springsteen a San Siro, ai piccoli club, cerco sempre l'onestà di chi mette il 110% in ciò che fa. È la stessa dedizione che metto in ogni mio progetto.