La Rivoluzione in un Piatto: L’Affare delle Salsicce che incendiò la Svizzera

Può una salsiccia cambiare il corso della storia? Nel 1522, un gruppo di cittadini sfidò le regole del digiuno quaresimale a Zurigo. Scopri un episodio simbolo della Riforma svizzera.

Un gruppo di uomini riuniti in una tipografia del 1500 mentre mangiano salsicce durante la Quaresima

Un gruppo di uomini riuniti in una tipografia del 1500 mentre mangiano salsicce durante la Quaresima

In breve, se hai fretta — A Zurigo, il 9 marzo 1522, prima domenica di Quaresima, un gruppo di uomini riuniti nella casa-tipografia di Christoph Froschauer condivise due salsicce affumicate, violando pubblicamente il divieto di mangiare carne. Tra i presenti c'erano artigiani, cittadini e sacerdoti, compreso Ulrico Zwingli, che non mangiò ma difese il gesto. Froschauer dovette giustificarsi davanti alle autorità cittadine; nelle settimane successive Zwingli predicò contro l'obbligatorietà del digiuno e pubblicò "Sulla scelta e la libertà dei cibi". Nel 1523 Zurigo abbandonò le prescrizioni tradizionali sul digiuno. L'episodio, noto come "Wurstessen", è considerato uno dei momenti simbolici dell'avvio della Riforma zurighese.

Immaginate di essere a Zurigo, il 9 marzo 1522. È la prima domenica di Quaresima, un periodo in cui le autorità religiose e cittadine impongono l'astinenza dalla carne. Il pesce è consentito, ma costa; chi lavora duramente non sempre può permetterselo.

Nella casa-tipografia di Christoph Froschauer, intanto, si prepara una provocazione. Un gruppo di uomini si ritrova tra torchi e caratteri da stampa. Sul tavolo arrivano due salsicce affumicate, tagliate a fette e condivise. Mangiarle in quel giorno significa sfidare apertamente una regola che le autorità fanno rispettare.

È l'episodio che la storia ricorderà come "L'Affare delle Salsicce" (Wurstessen). Per la Riforma zurighese diventerà un simbolo, accostato spesso alle tesi di Lutero del 1517. Quanto alle celebri martellate di Lutero sulla porta di Wittenberg, la loro storicità è discussa.


I Protagonisti: Artigiani contro il Dogma

La cosa più interessante di questo episodio è la composizione del gruppo. Accanto a due sacerdoti ci sono artigiani e cittadini che sostengono le idee di riforma religiosa. Tra i partecipanti ricordati dalle ricostruzioni storiche troviamo:

  • Il Tipografo: Christoph Froschauer, che gestisce la stamperia e lavora con i suoi dipendenti a consegne urgenti per la fiera del libro di Francoforte. Davanti alle autorità userà proprio il lavoro estenuante e il costo del pesce per spiegare perché aveva servito carne.
  • L’Intellettuale: Ulrico Zwingli, predicatore del Grossmünster di Zurigo, presente al pasto ma senza mangiare salsicce. Il suo ruolo è quello di difendere pubblicamente, sul piano religioso, la libertà di scegliere se digiunare. Era presente anche il sacerdote Leo Jud, suo stretto collaboratore.
  • Gli Artigiani: Tra i presenti figurano il sarto Hans Oggenfuss, il tessitore Laurenz Hochrütiner e il calzolaio Klaus, o Niklaus, Hottinger. Erano uomini già vicini alle idee riformatrici, e alcuni sarebbero stati coinvolti in successive azioni contro le immagini religiose.

Il loro gesto non nasce soltanto dalla fame o dalla fatica: la scelta di rendere nota la trasgressione mostra la volontà di contestare l'autorità di chi imponeva il digiuno.


Il "Crimine": Libertà contro Obbligo

Perché mangiare una salsiccia poteva provocare tanto scandalo? Nella Zurigo del 1522, l'astinenza quaresimale dalla carne era un precetto religioso sostenuto anche dalle autorità cittadine. La violazione pubblica aveva quindi conseguenze che andavano oltre la tavola. Froschauer e gli altri coinvolti furono chiamati a rispondere del loro comportamento davanti al Consiglio cittadino.

Zwingli intervenne con una predica nelle settimane successive. Il suo ragionamento venne poi sviluppato nell'opuscolo del 1522 Von erkiesen und fryheit der Spysen, traducibile come Sulla scelta e la libertà dei cibi, stampato proprio da Froschauer. Il messaggio, in una traduzione italiana del suo pensiero, era questo:

«Se volete digiunare, fatelo; se non volete mangiare carne, non mangiatela; ma lasciate ai cristiani la libertà di scegliere.»

Zwingli sosteneva che la Bibbia non imponesse ai cristiani l'astinenza dalla carne in determinati giorni. Il digiuno poteva avere valore come scelta personale, ma non doveva essere trasformato in un obbligo religioso valido per tutti. La controversia riguardava così anche una questione di autorità: chi poteva stabilire regole vincolanti per la coscienza dei fedeli?


Le conseguenze: Una nazione che cambia rotta

La cena del 9 marzo non avviò da sola la Riforma, già preparata dalla predicazione di Zwingli negli anni precedenti. Ebbe però un effetto concreto: costrinse il Consiglio di Zurigo a confrontarsi pubblicamente con le richieste dei riformatori e con il vescovo di Costanza. Nel 1523, a Zurigo, le tradizionali prescrizioni obbligatorie sul digiuno furono abbandonate. Negli anni successivi il cambiamento religioso proseguì, fino all'abolizione della messa cattolica nella città nel 1525.

Basilea seguì un percorso diverso e più lungo: le idee riformatrici vi circolavano già, ma la città adottò ufficialmente la Riforma nel 1529. Non tutta la Confederazione fece la stessa scelta; diversi cantoni rimasero cattolici.

L’Affare delle Salsicce mostra quanto una disputa religiosa potesse entrare nella vita quotidiana. Una prescrizione sul cibo, contestata da un tipografo e dai suoi ospiti, diventò una questione che il governo cittadino non poteva più ignorare.


Una provocazione per i nostri giorni

Oggi la scelta di mangiare carne durante la Quaresima non comporta le sanzioni previste nella Zurigo del Cinquecento. Eppure il quesito sollevato da quel pasto rimane interessante: quali regole seguiamo per convinzione e quali soltanto perché le abbiamo ereditate?

La libertà rivendicata da Zwingli non coincideva con il rifiuto di ogni autorità: riguardava soprattutto il diritto di non considerare peccato ciò che, a suo giudizio, le Scritture non proibivano. Il piccolo scandalo delle due salsicce nacque da questa distinzione, destinata a far discutere ben oltre la tavola di Froschauer.

Fonti e bibliografia

Studi e risorse

Per approfondire

Ultima verifica storica: ottobre 2026

Scritto da

Patrice Pfirter
Patrice Pfirter

L'autore

Patrice Pfirter

Informatico di professione, nel tempo libero si dedica alla ricerca storica indipendente e alla scrittura. Cura le Cronache del 1500, scrive racconti di fantasia ed è autore del romanzo storico Morgenstern. Biografia e metodo di ricerca .

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Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2026

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